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Carnevale di Mamoiada: riti e tradizioni millenarie nel cuore della Barbagia

Inizia il 16 e 17 gennaio, con i Fuochi di Sant’Antonio, la prima uscita delle maschere e l’accensione dei falò, ma il momento più spettacolare del celebre carnevale sardo sarà dal 15 al 17 febbraio 2026: protagonisti indiscussi Mamuthones e Issohadores.

Il Carnevale di Mamoiada è una delle manifestazioni tradizionali più antiche della Sardegna. Diventato famoso nel mondo dopo gli anni Cinquanta, grazie alle maschere dei Mamuthones e Issohadores, rappresenta ormai il simbolo dell’isola. Da anni infatti non è più solo un rito folcloristico locale, ma un evento internazionale dal fascino antico e primordiale, in grado di attirare migliaia di turisti anche dall’estero.

Mamuthones
Mamuthones nella piazza del paese di Mamoiada

Lo scenario è la piazza centrale del paese da cui si snoda, lenta e ordinata, la processione. Una danza primordiale resa quasi macabra dalle grandi maschere scure indossate dai Mamuthones. Ricoperti di pesanti pelli di pecora nera portano allacciata sulle spalle “sa Carriga” un gruppo di campanacci e sonagli che può arrivare a pesare oltre 20 chili. Scuotendo le spalle ora a destra, ora a sinistra viene prodotto il tipico suono che si ripete uguale ad ogni movimento, con un ritmo cadenzato e quasi ipnotico. L’espressione delle maschere è minacciosa, eppure non spaventa nessuno perché il ruolo di tutte le maschere è benefico: scacciare gli spiriti maligni e propiziare la fertilità della terra.

Issohadores
Il contrasto degli Issohadores

In deciso contrasto con i Mamuthones il costume degli Issohadores è vivace ed elegante: camicia e pantaloni bianchi e corpetto rosso. Mentre guidano la sfilata dei Mamuthones, fanno volteggiare un laccio con cui “catturano” scherzosamente gli spettatori, come i pastori quando prendono al laccio il bestiame che si allontana dal gregge. Messaggeri della fortuna, sono il lato più ludico della sfilata e simboleggiano prosperità, salute e fertilità.

I falò del Carnevale di Mamoiada: simbolo di rinascita

Anche i falò accesi nelle piazze di Mamoiada sono simbolo di rinascita e purificazione. Rappresentano la fine dell’inverno e il risveglio della terra. Il carnevale infatti è intimamente legato ai cicli della natura e alla produttività del territorio: pascoli, boschi, colline verdeggianti e, a perdita d’occhio, le vigne da cui nasce il celebre Cannonau. Il vino rosso, noto per la ricchezza di polifenoli, garanzia di longevità, qui ha trovato il suo regno. Viene prodotto nelle vigne in quota che arrivano anche a 900 metri di altitudine, la viticultura più alta della Sardegna. Simbolo di convivialità, durante il Carnevale, il Cannonau scorre a fiumi, accompagnato anche dai tipici dolci sardi. Primi fra tutti i Pistiddu, pasta di semola con all’interno miele, zafferano e scorza d’arancia. E ancora carnevaleschi sono su Papassinu nigheddu, sas Caschettas, su Coccone ‘in mele e tante altre delizie dai sapori antichi, preparate con gli ingredienti più autentici dell’arte dolciaria sarda: uvetta, noci, zafferano, mandorle, sapa, fichi e mirto.

Così quello di Mamoiada è un Carnevale unico, profondamente diverso da altre, pur famose, sfilate carnevalesche che si tengono nel resto d’Italia. Lo sa chi lo ha vissuto in prima persona, anche solo come spettatore, immerso nell’emozione di essere al centro di una millenaria festa di convivialità e di ringraziamento per i doni della terra.

INFO: https://www.mamoiadaturismo.it/carnevale-di-mamoiada/

Da visitare:

https://www.museomaschere.it/  Un viaggio nella cultura carnevalesca per scoprire le radici comuni di una tradizione antica, dalla Barbagia al bacino del Mediterraneo.

Cantina Giuseppe Sedilesu, produzione di Cannonau da vigne in quota fino a 800 metri https://www.giuseppesedilesu.it/

Ristorante Su Tapiu: sapori tradizionali della Barbagia per una cucina stagionale a Km 0, semplice e raffinata. https://www.sutapiu.com/

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