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Albania del Nord: da Scutari alle valli del Kelmend

Un progetto di cooperazione per un turismo sostenibile con il coinvolgimento delle comunità locali.

Il nostro viaggio nell’Albania che non ti aspetti prosegue con la seconda tappa: Scutari, nella zona nord del paese. Chiara Lignarolo e Massimo Forestello raccontano con parole e immagini luoghi remoti lontani dal turismo di massa. Anche qui il racconto parte dal progetto di cooperazione, appena concluso,  finanziato da AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e realizzato da Ong italiane come Cospe (a sud) e Vis (a nord) insieme a Fondazione di Partecipazione Turismo Responsabile AITR ETS e altri partner locali.

Partendo da Tirana, Scutari si raggiunge in circa un’ora e mezza di auto. La città è oggi, insieme a Pogradec, il fulcro del progetto “Laghi d’Albania”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e implementato con il supporto dell’ONG VIS (presente sul territorio dal 2009) e la Fondazione AITR. L’obiettivo è promuovere un turismo sostenibile e inclusivo, contrastando modelli di sviluppo aggressivi e valorizzando la governance partecipativa delle comunità locali.

Scutari si presenta come una cittadina vivace e colorata, ci sono scuole di tutti i gradi, fino ad arrivare all’Università. Il centro è pieno di persone a piedi e in bicicletta, che chiacchierano nel parco del centro cittadino, o seduti ai tavolini dei tantissimi bar e locali con dehor sparsi per tutta la passeggiata pedonale della via centrale. Antica capitale dell’Illiria, vanta un patrimonio con 237 monumenti culturali, tra cui spicca il Castello di Rozafa. Attraversando la città l’attenzione viene inevitabilmente catturata dalla sagoma imponente di questa fortezza che domina dall’alto il paesaggio circostante.

A pochi minuti da Scutari si trova Shiroka, piccolo e grazioso villaggio, situato nel comune di Scutari, sulle sponde dell’omonimo lago, raggiungibile anche con la pista ciclabile di 6 km che collega le due città e che, una volta completata, si estenderà per 11 Km, fino al confine con il Montenegro. La ciclabile è splendida in primavera e nelle mattinate estive perché costeggia il lungo lago e rende Shiroka il luogo ideale per osservare e godere del lago da vicino.

Il lago di Scutari e il suo Parco Naturale

Il lago di Scutari, infatti, è il più grande della penisola balcanica con una superficie media di 475 km², protetto come Parco Naturale. Con una profondità massima di soli 13 metri, le sue acque sono piacevolmente calde d’estate, rendendolo una meta ideale per le famiglie con bambini. A Shiroka si trova anche Drini con la sua attività Drini Times – Centro di tour in barca e sport acquatici.

Drini è uno dei beneficiari del progetto finalizzato al miglioramento dell’offerta turistica locale, che grazie al supporto della Cooperazione Italiana e del VIS, ha permesso di acquistare nuovi SUP (Stand-Up Paddle) brandizzati, dotati di sedute in vetroresina per un maggiore comfort durante le esperienze sull’acqua. I tour guidati, limitati a un massimo di 20 persone, per preservare la ricchissima biodiversità dell’area, permettono di scoprire il lago, passando per luoghi naturali e insoliti, come la palude delle ninfee, dove nidificano specie autoctone come il martin pescatore e la rondine di mare. Sempre su questa riva del lago si trova anche un’iniziativa dedicata alla salute e al benessere con l’innovativa startup Bee Healthy.

In un territorio che offre oltre 330 Km di sentieri montani, tra le valli di Shkrel e Kelmend, l’apiterapia sfrutta il nettare di salvia e lavanda delle colline circostanti. Da aprile a ottobre,infatti, i visitatori possono inalare il microclima curativo dell’arnia, per ripulire le vie respiratorie in modo naturale. Un esempio di come le risorse naturali vengano integrate in nuovi modelli di business sostenibile.

L’occhio di Shegan

Proseguendo il viaggio tappa da non perdere, è quella a  Syri i Sheganit (l’Occhio di Shegan). Questo monumento naturale, uno dei 42 individuati nella regione, è stato valorizzato dal progetto comunitario con l’installazione di segnaletica e tabelloni informativi che ne descrivono l’ecosistema. Si tratta di una risorgiva carsica dove l’acqua sgorga a 20 gradi tutto l’anno (perfetta per bagni estivi), avvolta da leggende locali su antichi abitanti e fate delle montagne.

Poco distante, nel comune di Gruemirë, per gli appassionati di enogastronomia, si trova invece Kantina Mani, un luogo dove l’accoglienza è di casa: qui la famiglia Mani coltiva la vigna da ben 15 generazioni. È l’unica realtà della zona a offrire una formula completa che unisce agriturismo, campeggio e produzione propria di uva, vino e grappa (raki). Durante le degustazioni, i proprietari portano in tavola quanto di più fresco e locale offre il territorio, anche frutta e verdura di stagione, e come sfondo una vista che spazia dal lago alle montagne.Tra i sapori più insoliti e puri, il miele di castagno, i formaggi di capra, perfetti da abbinare a un bicchiere di raki o ai mirtilli selvatici. Ma anche piatti della tradizione più elaborati, come agnello arrosto, pomodori verdi ripieni, tortino di patate con formaggi locali.

Le montagne dal belvedere di Grabon

Il viaggio prosegue, verso le montagne nel Kelmend, una delle regioni più selvagge e affascinanti del Paese, che l’esploratrice Edith Durham definì “la terra del passato vivente”. I progetti di cooperazione italiana, insieme al VIS lavorano per mantenere vive le tradizioni integrando lo sviluppo turistico con la protezione del paesaggio.

Tra i punti di maggiore interesse lungo il viaggio, c’è il belvedere di Grabon al confine montenegrino. Qui lo sguardo si apre su un paesaggio potente, le montagne sono aspre e maestose e sembra di osservare da lontano il silenzio. La natura qui è imponente e solitaria e ancora poco toccata dal turismo di massa. Per arrivarci si percorre una strada panoramica e spettacolare con tornanti, ripidi e tortuosi, molto amata da chi attraversa i Balcani in moto: ogni curva regala una vista diversa, trasformando il percorso in parte integrante del viaggio.

Ed è proprio attraverso questa strada che si raggiunge Tamara, villaggio situato nel Comune di Malësi e Madhe, una delle aree più incredibili e autentiche del nord dell’Albania. Il paesaggio è dominato dalle imponenti vette delle Alpi Albanesi dichiarate Parco Nazionale nel 2022, che offrono scenari spettacolari fatti di valli profonde, fiumi limpidi e pascoli d’alta quota. Per il viaggiatore, Malësi e Madhe rappresentano un invito all’esplorazione di una natura selvaggia e di una cultura montana ancora profondamente legata a tradizioni secolari e a un senso dell’ospitalità sincera.

Un ponte sul fiume Cemi

Il borgo di Tamara è famoso per il suo ponte storico sul fiume Cemi, battezzato in onore della moglie di un antico re che qui trovava un passaggio sicuro per far visita alla famiglia. Oggi Tamara è luogo di ritrovo e ospitalità che offre realtà come Sofra e Kelmendi, una guest house e ristorante dove la tradizione dell’ospitalità albanese — “la casa appartiene a Dio e all’ospite” — si sposa con una cucina autentica a km zero.

Uova al padellino fritte al momento, caraffa di latte fresco fumante, formaggi locali e frittelle, per colazione. Carne in umido e formaggi al forno con olive, ma anche pane di mais con lo yogurt tipico e zuppa di verdure. Tutto cucinato fresco e con prodotti di zona.

Proprio da Tamara la strada prosegue e si fa più stretta per arrivare in un paio d’ore aivillaggi di Lëpushë e Vermosh, dove le temperature si abbassano e spesso si incontra la neve. Qui rivive la tradizione pastorale del Mishavinë, un formaggio d’alpeggio presidio Slow Food la cui rinascita è simbolo della resilienza di queste comunità montane.

Ogni sentiero e ogni sapore incontrato in questo viaggio racconta di una idea di turismo che non si limita a proteggere il paesaggio, ma investe nelle persone. L’Albania del Nord, infatti, è una destinazione in cui la salvaguardia del patrimonio diventa il motore di un turismo consapevole e responsabile. Un invito a scoprire un luogo ancora autentico, sostenendo una comunità che guarda al futuro restando custode del proprio “passato vivente”.

INFO E CONTATTI:

AREA DI SCUTARI, SHIROKA E ZOGAJ

  • Drini Times (Kayak, SUP e tour sul lago): (+355) 69 295 6106 – info@drinitimes.al  www.drinitimes.al.
  • Simoni (Ristorante e Centro di Apiterapia “Bee Healthy”): (+355) 67 436 6454

AREA DI GRUEMIRË E SYRI I SHEGANIT

  • Cantina Mani (Agriturismo, Camping e Vini): (+355) 67 288 9009 fatjon.mani44@gmail.com  www.kantinamani.com.

TAMARA (MALËSI E MADHE)

  • Sofra e Kelmendit (Guesthouse e Ristorante): (+355) 69 301 9810 cekajlucie0@gmail.com www.sofrakelmendit.al.

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