Dal sud del paese l’inizio di un viaggio alla scoperta delle radici della Polonia più autentica

Un paese sempre più dinamico, in grande trasformazione, con il forte appeal turistico delle grandi città, da Varsavia a Cracovia, Università internazionali e start-up. La Polonia è un paese che si porta dietro anche il peso della storia recente, grandi personaggi contemporanei come Lech Wałęsa e Giovanni Paolo II, che contribuisco a farne un ritratto complesso.
Come afferrare l’essenza di un paese così centrale nell’Europa non puntando ai soliti luoghi? Da dove partire per comprendere in pieno il paese e i suoi abitanti? Lo abbiamo chiesto ad una personalità particolare che ama questo paese, lo frequenta da più di cinquant’anni e lo ha studiato in tutta la sua evoluzione, palmo a palmo: Ulrico Leiss de Leimburg, già Console Onorario di Polonia a Torino, origini austriache, imprinting intellettuale mitteleuropeo, medico e poliglotta, viaggiatore, ciclista e tanto altro ancora.
Il nostro esperto suggerisce di cominciare il viaggio in Polonia dal Sud-est del paese, la vecchia Polonia, quell’area in cui, pur tra influssi e presenze austriache, russe, al netto dei cambi continui e repentini dei confini, hanno abitato e costruito il paese e la sua storia i “polacchi-polacchi”. Un’area in cui culture e religioni si sono amalgamante e definite reciprocamente per secoli, in cui la forte identità non era in contrapposizione con le diversità. Le sei tappe suggerite sono visitabili in una settimana, con qualche deviazione.
Come muoversi
Certamente auto, camper, bici per chi è allenato, sono mezzi che danno la massima libertà e permettono di muoversi e deviare dal percorso su strade provinciali e vie meno battute. Ma si può anche arrivare comodamente in aereo, atterrare a Cracovia e da qui usufruire di una delle linee ferroviarie più antiche e belle che tocca diverse delle città e centri storici proposti dall’itinerario.
La linea Cracovia – Leopoli è una delle vie di comunicazione più frequentate fin dai tempi dell’Impero Asburgico. Costruita a fine ‘800, oggi è ammodernata ed efficiente e conserva un’ allure Art Nouveau e Liberty. Taglia il paesaggio da est a ovest tra piccoli centri, campagne e permette una comoda visione d’insieme di questa parte della Polonia. Le stazioni stesse sono luoghi da visitare, di inaspettato impatto architettonico, sono simili a palazzi, con spazi, decorazioni, quadri e lampadari antichi che sorprendono il visitatore, anche per pulizia ed efficienza. Almeno due sul tragitto proposto sono da visitare, a prescindere dal mezzo scelto per il viaggio: Tarnów e Przemyśl.
Tarnów


A una cinquantina di chilometri da Cracovia è la prima città che Ulrico Leiss de Leimburg suggerisce per l’itinerario. Il centro storico, dalla forma ovale, testimonia nell’urbanistica e negli edifici la compresenza di culture diverse. Il Ratusz ovvero il Municipio, è un antico palazzo, ristrutturato con il sostegno economico della Repubblica Federale Tedesca perché è uno degli unici edifici rimasti che testimoniano lo stile tedesco nel cuore pulsante di ogni amministrazione cittadina. Oggi è in territorio polacco, ma è un pezzo di storia architettonica e civica della vicina Germania. Con la sua torre campanaria è riconoscibile a distanza. Appena fuori dal centro storico di Tarnówè, piccolo e percorribile a piedi, si estende il grande cimitero ebraico che evidenzia quanto fosse folta la comunità locale, un luogo in cui il tempo si è fermato. Uno dei tanti su cui meditare in questo viaggio che è bellezza, arte e storia, ma anche narrazione dell’anima delle genti. Proprio la storia si può approfondire nel Museo della Storia di Tarnów che occupa due palazzi rinascimentali con portici e facciata decorata che si affacciano sulla piazza del mercato di Tarnów, raccoglie reperti dall’epoca preistorica alla Seconda Guerra Mondiale e al dopoguerra.
La Basilica della Natività, che testimonia la forte presenza cattolica, è stata fondata nel 1300 e rimaneggiata nel 1500. Si staglia con la sua guglia gotica e ha pregevoli decorazioni interne e tombe della nobiltà locale. Per visitare la città è sufficiente una mezza giornata e sono disponibili per i turisti anche biglietti cumulativi.
Łańcut




È uno dei luoghi più belli e merita una fermata di almeno un giorno. La sola visita del Castello e del suo parco meritano il viaggio. Il castello ha origini nel XIV secolo ed è stato ininterrottamente abitato sino alla Seconda guerra mondiale: qui si sono alternate le più importanti famiglie nobili della Polonia, le ultime casate sono state i Lubomirski e infine i Potocki. Questi ultimi, con l’arrivo delle truppe sovietiche a fine guerra, fuggirono con gran parte dei beni trasportabili in Svizzera, per cui molti degli arredi e degli ornamenti visibili oggi non sono originali, ma restano molto interessanti per dare un’idea di quanto fosse ricca e confortevole la vita nella dimora. Oltre alla ricca e splendida biblioteca ( solitamente chiusa al pubblico) è un alternarsi di saloni e cappelle private che lasciano senza fiato. Da non perdere una visita alle scuderie e alle ex stalle con una selezione ricchissima di carrozze d’epoca per tutti gli usi e gusti. Accanto al castello c’è anche una sinagoga visitabile, una delle poche salvate dalla distruzione, perché protetta dalla potente famiglia dei Potocki : è considerata una delle più belle della Polonia.
Infine, per completare il giro della città, si può visitare, e degustare, un’antica distilleria di vodka ancora attiva che ha un’area museale molto interessante: è la distilleria Polmos di Łańcut, fondata dalla famiglia Lubomirski alla fine del 1700. Divenuta proprietà dei Potocki la fabbrica fu gravemente danneggiata nel 1944. Nel dopoguerra le autorità comuniste la ricostruirono e divenne Monopolio di Stato, producendo fino a 200.000 bottiglie di vodka al giorno.
Sanok



Sanok è una gradevole cittadina in un contesto un po’ più rurale, con un centro storico curato che si raggiunge in circa un’ora d’auto. Appena fuori al centro abitato, immerso nella campagna circostante c’è infatti un Museo dell’Architettura Popolare, una sorta di esposizione di edifici in mezzo alla campagna, in un’area di 38 ettari. Qui sono state smontate e rimontate, per esser salvate, un gran numero di costruzioni, spesso di legno, che rappresentano edifici tipici della cultura e dell’architettura locale. Più di 100 case tipiche, chiese, capannoni e persino vecchi pozzi petroliferi (la zona infatti è ricca di petrolio) che raccontano in modo immersivo il paesaggio di un tempo. La visita si può concludere con una pausa pranzo in riva al fiume, alla Taverna “Sotto la montagna bianca” (Gospoda Pod Białą Górą), che si trova proprio all’ingresso del museo.
Przemyśl
È una città di confine, in una zona strategica dove nei secoli si è passati da una nazione all’altra. Qui nel ’41 si è consumata una tragica deportazione, ad opera dei Sovietici, di gran parte della popolazione polacca verso la Siberia. Si intuiscono i segni della distruzione, ma anche della ricostruzione. Il castello infatti è stato pesantemente rimaneggiato, ma nel centro storico sopravvivono edifici che ricordano il fiorire della città in epoca rinascimentale. Una città ricca e in cui convivevano armeni, cechi, tedeschi, ucraini, ebrei e polacchi. Qui c’è uno dei più prestigiosi collegi dei Gesuiti e vale una visita il Museo della pipa o l’ottocentesca stazione ferroviaria: un vero gioiello d’epoca.
Zamość


Conosciuta come la Padova del nord, è una città costruita e progettata da architetti italiani e l’incrocio delle vie del centro ricordano la struttura di un castro romano. Infatti, a fine 1500, un ricco magnate locale, Jan Zamoyski, politico, diplomatico potente e a tratti controverso personaggio, si era innamorato di Roma e dell’Italia tanto da commissionare il progetto di questa città.
Il centro rinascimentale di Zamość è un susseguirsi di portici, case colorate, una chiesa parrocchiale e una sinagoga frequentata anche dalla piccola Rosa Luxembourg, la cui famiglia era originaria di questa zona. È una città fortificata e sono ancora visibili tratti delle antiche mura. Da non perdere la visita esterna di Palazzo Zamoyskch, (non sempre aperto al pubblico), sopraelevato rispetto alla piazza con una doppia scalinata che prende il nome dal celebre mecenate.
Lublino

Il viaggio si conclude a Lublino, una delle città più popolose della Polonia, a poco più di 150 km da Varsavia. La città sarà anche Capitale Europea della Cultura 2029. A piedi si può percorre il centro della città vecchia, vedere l’impianto medioevale, il tribunale, le viuzze. e la cattedrale barocca dove è conservata una riproduzione della Santa Sindone,
Il Castello di Lublino, che campeggia sullo skyline, oggi ospita il Museo Nazionale ma, nel periodo nazista, era una prigione poi riutilizzata dai Sovietici che vi entrarono le ’44. Oggi si può vedere una ricca collezione di dipinti, reperti archeologici, ma certamente un’emozione speciale la riserva la Cappella della Santissima Trinità che è uno dei più preziosi monumenti dell’arte medioevale in Polonia. Molti gli affreschi e le simbologie descritte anche da audioguide. Vicino a Lublino c’è Majdanek, un campo di sterminio nazista ancora poco “musealizzato” e poco frequentato. Entrare qui è un profondo colpo al cuore di forte impatto emotivo.









