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Geografia del benessere: il viaggio come percorso esistenziale

L’evoluzione del turismo spirituale fra relazioni sociali e territori rigenerativi

L’Università Europea di Roma (UER) ha avviato un’interessante ricerca interdisciplinare per esplorare i confini della “geografia del benessere” legata ai territori, collocati spesso in aree periferiche o interne, in grado di connettere un’elevata qualità della vita, relazioni sociali rigenerative e contesto ambientale ideale per il benessere (non solo fisico) delle persone. Nasce così “Geografia del benessere. Turismo lento, sostenibilità e spiritualità nella valorizzazione dei territori” un progetto editoriale accademico ricco di approfondimenti e spunti di viaggio scritti in uno stile chiaro e divulgativo.

Il volume è curato da Carmen Bizzarri, (professore associato in Geografia Economica – UER) insieme a Davide Clemente (PhD, psicologo clinico e docente UER), Tiberio Graziani (presidente Vision & Global Trends – International Institute for Global Analyses) e Kiran Shinde (PhD – La Trobe University, West Australia).

Lo studio si inserisce in un filone di ricerca sempre più attuale che delinea un nuovo turismo del benessere, fisico e spirituale, in grado di trasformare il viaggio in un “percorso esistenziale”. Itinerari Europei ha incontrato la professoressa Bizzarri che ha spiegato il contesto e gli obiettivi del libro.

Il contesto

Esplorare nuovi itinerari di viaggio legati al benessere e alla spiritualità significa riflettere sulla società contemporanea, sulle relazioni fra turisti e residenti, sui cambiamenti nei territori e sulle esigenze dei nuovi turisti a livello globale e locale.

La letteratura recente sul turismo esperienziale e sul turismo lento evidenzia come il viaggio non sia più soltanto uno spostamento verso la meta sacra, ma un processo che coinvolge il camminare, il respirare, il nutrirsi, il riflettere e il condividere. Il luogo di fede diventa così spazio terapeutico, paesaggio interiore ed esteriore insieme, nel quale la corporeità si riattiva attraverso il movimento e la mente si apre alla riflessione, alla retrospezione e alla meditazione. Il paesaggio, la quiete, il ritmo lento, la qualità ambientale e la presenza di comunità ospitanti contribuiscono alla costruzione di un ambientale favorevole alla salute integrata della persona.

Il pellegrinaggio fra sacro e profano

Il passaggio da pellegrinaggio tradizionale a luogo di fede contemporaneo rappresenta una mutazione profonda sia culturale sia geografica. Se in passato il pellegrinaggio era prevalentemente finalizzato all’atto religioso, oggi esso si trasforma in un percorso esistenziale, aperto anche a soggetti non credenti o spiritualmente non affiliati, in un itinerario di meditazione, di introspezione, di riconnessione con la natura.

Sempre più spesso i territori dei cammini religiosi si arricchiscono di offerte che includono sessioni di meditazione guidata, yoga, stretching, trattamenti olistici e attività sportive dolci. (trekking, ciclovie, nordic walking). Il turismo religioso contemporaneo si arricchisce di nuove pratiche di benessere, integrando così la dimensione spirituale e religiosa con quella materiale e corporea, collocandola in una cornice di salute integrata.

La spiritualità viene reinterpretata come cura di sé e come attenzione consapevole al corpo, al respiro e al movimento. Questa convergenza produce nuovi paesaggi della salute, in cui il sacro e il profano non si oppongono ma dialogano.

La dimensione relazionale

Un elemento centrale nella geografia del benessere è la dimensione relazionale. Il pellegrino contemporaneo entra in contatto con abitanti locali, volontari e altri camminatori e reti di accoglienza solidale. Il rapporto con l’altro diventa parte integrante del benessere: ascoltare ed essere ascoltati, riconoscersi in una comunità effimera, ma solidale, rafforza il senso di appartenenza e riduce la sensazione di isolamento tipica delle società urbane contemporanee. La comunità locale non è più semplice fornitore di servizi, ma custode di saperi, tradizioni alimentari, ritualità e pratiche di ospitalità.

Evoluzione del turismo religioso

L’evoluzione del turismo religioso, da pratica esclusivamente devozionale a esperienza di benessere integrato, testimonia una trasformazione profonda della relazione tra individuo, territorio e spiritualità. La geografia del benessere trova in questi percorsi un ambito privilegiato di osservazione, poiché essi mostrano come il benessere sia prodotto dall’interazione tra corpo in movimento e mente in riflessione, all’interno di una comunità in relazione. Il luogo di fede diventa metafora e pratica concreta di salute: camminare nei territori significa attraversare paesaggi, ma anche attraversare se stessi.

Nel quadro teorico della geografia del benessere il turismo religioso rappresenta oggi una dimensione in forte trasformazione, che si colloca a pieno titolo tra le pratiche territoriali capaci di connettere salute fisica, equilibrio psicologico e ricerca di senso. In questo contesto il pellegrinaggio assume così le caratteristiche di un’esperienza di benessere olistico in cui la dimensione spirituale si intreccia con quella corporea, sociale e ambientale.

INFO:

UER – Università Europea di Roma: https://share.google/zZcls8kydVsLL6ouv

Geografia del benessere: https://www.ibs.it/geografia-del-benessere-turismo-lento-libro-vari/e/9791281485327?inventoryId=1005770100

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