A 800 anni dalla morte, il Santo pre-ecologista e poeta, ispira ancor oggi la società moderna

Saint Francis’ Ways è una rete di itinerari e cammini che collega una serie di luoghi legati alla vita e agli insegnamenti del santo di Assisi che nel 2025 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa.
Saint Francis’ Ways è anche il nome dell’Associazione che gestisce e promuove i cammini, una rete ricostruita attraverso testimonianze, documenti e saperi custoditi nei conventi francescani. Una continua attività di studio e indagine con la collaborazione anche di Università e ricercatori in tutto il mondo, che ha permesso arricchire costantemente questo ricchissimo patrimonio, eredità del Santo Patrono d’Italia.



Il progetto iniziò nel 2009 con la definizione della Via di San Francesco in prossimità di Assisi: una serie strade che si snodava nel territorio verso le Marche, la Romagna, Roma e la Toscana. Poco alla volta si sono aggiunti a raggera altri percorsi e oggi, nell’area nazionale, ci sono oltre 1000 km di cammini con tappe adatte a diversi tipi di escursioni: a piedi, in bici o a cavallo. Dal 2018 il progetto si è allargato ad altri paesi europei e della Terra Santa, con una rete che raccoglie università, conventi, monasteri, luoghi che costituiscono esempi di conoscenza e valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale nato dalla storia del francescanesimo.
I percorsi




Volendo suggerire alcuni percorsi, tutti ben segnalati nel territorio, descritti su guide e connessi ad APP dedicate, si possono citare per esempio la Via di San Francesco, a piedi o in bici, il Cammino dei Protomartiri, il Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna. Fra i paesi europei i cammini sono in Portogallo (Coimbra), Slovacchia, Francia e, prossimamente, Ungheria (https://camminiditalia.org/vie/vie-e-cammini-di-san-francesco).
La nostra esplorazione si concentra sull’itinerario Rimini – La Verna per il quale è necessario disporre di una settimana. Lo racconta a Itinerari Europei Franco Boarelli ideatore di questo percorso e curatore della guida “Il cammino di san Francesco da Rimini a La Verna”(Feltrinelli). Partendo dalla Cattedrale di Rimini (ex chiesa di San Francesco), il cammino si sviluppa seguendo le tracce del Santo, raggiungendo, con cinque tappe ottimali e in circa 115 chilometri, il santuario della Verna, nelle Foreste Casentinesi.

Boarelli ricorda che questo cammino è stato inaugurato nel maggio 2013, ottocentesimo anniversario del passaggio di San Francesco a San Leo. L’itinerario attraversa un territorio ancora poco noto, un paesaggio bellissimo con un mix eccezionale di storia, arte, cultura (anche enogastronomica), che il cammino fa conoscere ai pellegrini che lo percorrono al ritmo lento che merita. Una bellezza che, sulle orme di Francesco, è un invito a saper godere del Creato, non fermandosi alla sola componente estetica e ringraziandone per il dono.
L’itinerario Rimini – La Verna

Primo giorno
Il primo giorno, lasciato il centro storico di Rimini, si esce dall’area urbana per arrivare al Santuario delle Grazie, sul colle di Covignano. Oltre alla bella chiesa troviamo un piccolo Museo delle Missioni francescane con numerosi reperti e cimeli dei francescani martirizzati in Cina a inizio ‘900, durante la rivolta dei Boxer. Valicate un paio di colline in paesaggio agreste, si arriva al fondovalle di un bel percorso naturalistico che costeggia il fiume per diversi chilometri. Fra rupi sormontate da fortezze si giunge al Convento di Santa Croce, dove i frati ci accolgono nella foresteria. Considerato il più antico insediamento francescano dell’Emilia – Romagna il convento sorge dove sostò il Santo nel 1215.
Secondo giorno
Il secondo giorno si procede verso San Leo, che al tempo di Francesco si chiamava Montefeltro. Ancora sul fondovalle si raggiunge l’eremo di Saiano, luogo di silenzio e punto panoramico sulla valle. Dopo qualche chilometro, inizia la prima vera salita del cammino. Verso nord ovest si intravedono due monti collegati da una sella, punto di riferimento per i pellegrini antichi che imboccavano la valle. Arrivando al valico del Passo di Viamaggio, l’antica via che tutt’oggi collega Rimini a Sansepolcro, e superato il duecentesco convento di Sant’Igne, lo sguardo si apre su San Leo, con una splendida veduta della fortezza che sovrasta il piccolo borgo. Qui, a maggio del 1213, San Francesco predicò al popolo e a Orlando Catani, conte di Chiusi nel Casentino che, colpito dalle sue parole, volle incontrarlo in privato per parlare della salvezza dell’anima e volle donargli il Monte Verna dove il Santo ricevette le Sacre Stimmate.
Terzo giorno
Il terzo giorno, lasciata San Leo, si cammina in un paesaggio stupendo che per buona parte della tappa sarà dominato dalle rupi di San Leo e del Maioletto per arrivare a Novafeltria che offre servizi di ristoro, alloggio e altro di cui il pellegrino può avere bisogno. Camminando lungo la sponda sinistra del fiume si arriva al crinale spartiacque tra le valli del Marecchia e del Savio per raggiungere la chiesetta vediamo in basso Sant’Agata Feltria. Nel paese la presenza francescana è coeva a San Francesco: si tratta infatti del primo insediamento delle Clarisse, il secondo dopo quello di Chiara in Assisi. Nei pressi il convento dei cappuccini, dove padre Giacomo accoglie e ospita i pellegrini.
Quarto giorno
All’inizio della quarta tappa, in aperta campagna si raggiunge il sito di San Francesco ai Piani, luogo dove Francesco alloggiò in una celletta eremitica. Con un’operazione di moderno mecenatismo, una famiglia santagatese ha finanziato una pubblicazione e uno scavo archeologico che ha portato alla luce i resti della cella, esattamente dove erano documentati. Si cammina, in ambiente ormai appenninico, prevalentemente su panoramiche strade di crinale per oltre un’ora fin quando si giunge all’eremo di Sant’Alberico del 1050 e tutt’oggi abitato. Rispettando il silenzio del luogo, si può accedere all’area esterna recintata dove si trovano le tombe di eremiti che l’hanno abitato e la chiesetta, solitamente visitabile.
Quinto giorno
La quinta e ultima tappa, forse la più impegnativa, ci porta a La Verna. Il tratto iniziale costeggia la parete del monte Fumaiolo poi si sale e per la prima volta si vede il Monte Penna sul quale sorge La Verna. Il santuario (visitabile su prenotazione) è uno dei luoghi più importanti della vita di Francesco che qui, due anni prima di morire, ricevette le Sacre stimmate.
Programmare il pernottamento al santuario della Verna, conclude Boarelli, consente di dedicare il tempo necessario alla visita di questo luogo straordinario e anche condividere con la fraternità i momenti comuni di preghiera. La sera, quando le porte delle mura si chiudono ai visitatori e il silenzio della foresta riempie ogni ambiente, è il momento ideale per ripensare i giorni passati lungo il cammino facendone tesoro, perché l’esperienza è terminata, ma quello che ci lascia lo porteremo nella vita di tutti i giorni.
Un’esperienza unica
La vera diversità da altre vie è il fatto che si può sostare e incontrare la presenza ancora forte e attiva dei frati nei loro conventi, case, monasteri e cappelle. Accanto a loro si incontrano spesso anche le associazioni di volontariato, con molti giovani: una presenza costante e preziosa. È così che il viaggio entra in contatto con un patrimonio che non è solo immobiliare, ma anche immateriale, spirituale e umano. I percorsi sono luoghi vivi: sono gli incontri con i frati, con le comunità e i tanti volontari che, là dove non c’è più una presenza fissa dell’ordine religioso, si prendono cura delle strade, dei luoghi e dell’assistenza ai viandanti, restituendo al viaggiatore una dimensione di comunità nel più autentico spirito francescano.
INFO
https://www.viadifrancesco.it/it/home
https://www.francescosways.com/
https://www.italia.it/it/umbria
Ospitalità
https://dormireincammino.it/dormire-lungo-la-via-di-francesco-del-nord









