Esperienze e opportunità di un cammino antico e suggestivo

La Via Francigena non è solo un percorso che attraversa l’Europa ma, fin dal Medioevo, è un vero e proprio viaggio interiore e un’occasione di crescita personale. Nel corso dei secoli la motivazione del pellegrinaggio è stata soprattutto religiosa, il cuore spirituale del percorso italiano infatti culmina alla tomba di Pietro, a Roma. Oggi invece le motivazioni sono molteplici, ma permane l’dea del cammino come incontro e condivisione.
Nel 2007 l‘Associazione Europea Vie Francigene (AEVF) è stata ufficialmente designata dal Consiglio d’Europa come referente istituzionale per la tutela e valorizzazione dell’antico cammino. Il direttore di AEVF è Luca Bruschi che, a Itinerari Europei, racconta il fascino del percorso e le opportunità per il territorio offerte da questo cammino antico e suggestivo. Un’esperienza unica, che può cambiare la vita.

Come nasce la Via Francigena
La Via Francigena è uno dei primi “Cammini” riconosciuti a livello europeo e ha ottenuto la certificazione di “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa” nel 1994. L’Associazione Europea Vie Francigene, costituita a Fidenza il 7 aprile 2001, è il riferimento europeo per lo sviluppo, la tutela, la salvaguardia e la promozione della Via Francigena. Dialoghiamo con istituzioni, associazioni locali, enti di ricerca, privati e comunità locali europee per promuovere i valori del camminare, con un approccio attento alla sostenibilità dei territori e alla loro identità culturale. L’impegno delle istituzioni della rete è poi quello di prendersi in carico lo sviluppo della Via Francigena, dalla sua infrastrutturazione (messa in sicurezza percorso, manutenzione segnaletica, accoglienza) alla sua promozione.
Il percorso
Da Canterbury a Roma e verso Santa Maria di Leuca, oltre 3000 chilometri della via Francigena percorrono l’Europa attraversando 5 stati, 16 regioni e più di 700 comuni: Regno Unito, Francia, Svizzera fino all’Italia: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata (variante bradanica) e Puglia. Infine, a Roma lo Stato del Vaticano.




Il territorio italiano è quello più rappresentato: in Italia sono 1945 chilometri su nove regioni attraversate dal percorso principale. Parliamo di 400 comuni coinvolti che si trovano per la maggior parte in aree rurali al di fuori dei percorsi turistici più noti (escludendo Roma, Bari, Siena…). Sono attraversati dalla Via Francigena numerosi borghi con meno di 2000 abitanti. In questi luoghi lo sviluppo turistico della Francigena ha generato nuove opportunità occupazionali soprattutto fra i giovani. Con il Giubileo lo scorso anno la meta principale è stata naturalmente Roma. Le presenze sono aumentate, anche grazie al miglioramento della logistica: il percorso è georeferenziato, ampliata la segnaletica e l’accoglienza pellegrina con strutture dove si può dormire con il donativo o addirittura al di sotto dei 20 Euro.
Le motivazioni del Cammino
Condivisione (oltre 40%) e spiritualità (quasi il 30%) sono le principali motivazioni di viaggio emerse. Qui i numeri.
La motivazione religiosa è meno presente, ma la straordinaria rete di chiese, cattedrali, pievi, abbazie ha un ruolo importante nelle motivazioni religiose del cammino, che porta fino alla tomba di San Pietro. L’elemento importante però è l’aspetto di ricerca spirituale al di là della religione, la ricerca del tempo, dell’assoluto. Sulla Francigena incontriamo l’ateo o l’agnostico, ma possiamo parlare di turismo spirituale, o di ricerca di incontro, anche interculturale e interreligioso. La Francigena avvicina a questo tipo di ricerca in maniera molto diversa rispetto a qualsiasi altro itinerario, per esempio, di trekking. Perché qui è la meta che fa la differenza e bisogna raggiungerla a piedi, come secoli fa. Il nostro osservatorio riporta i dati riguardanti le motivazioni: l’aspetto spirituale di ricerca è quello che ci viene restituito maggiormente.



Turisti e pellegrini
Sulla Francigena incontriamo soprattutto pellegrini, più che turisti, ma è vero anche che, secondo statistiche, 8 pellegrini su 10 ritornano successivamente sul cammino, a distanza di anni, proprio come turisti. In prevalenza sono italiani, seguiti da turisti americani (e poi tedeschi, francesi, inglesi e olandesi) per periodi più lunghi. Per chi viene da lontano infatti questo è il viaggio della vita, spesso è quello del cambiamento.
Questa identità forte ha attirato anche un pubblico giovane che è in netto aumento: gli under 30 sono quasi raddoppiati dopo il Covid e oggi rappresentano il 25% dei pellegrini. Nel 2025 sono state circa 60.000 le persone che hanno percorso la via Francigena per almeno una settimana: l’85% a piedi, il 15% in bicicletta. È un percorso accessibile anche a chi non è troppo allenato, quasi completamente pianeggiante, costellato di strutture e servizi che lo rendono un percorso semplice in molti tratti e sicuro. Infatti, non a caso, il turismo femminile è ampiamente rappresentato. Spesso si parte anche da soli poi, durante il percorso, si stringono bellissime amicizie che durano nel tempo e in alcuni casi sfociano nel matrimonio! L’aspetto umano è uno dei punti di forza di un viaggio come questo.
Gli eventi
I 400 comuni coinvolti nel percorso italiano organizzano annualmente almeno un evento: c’è ad esempio il Francigena Fidenza Festival, che quest’anno si svolgerà dal 5 al 10 maggio 2026. Ci sono poi tante iniziative sportive, mostre, talk con i giovani, convegni con le università, fino alla degustazione dei prodotti tipici e tradizionali legati alla Francigena: olio, vino, pane.
Quest’anno, per esempio, insieme alla Coop (uno dei tanti partner privati che lavorano sulla Francigena insieme a AEVF) torna la quarta edizione di Coop Outdoor, una serie di camminate gratuite (venticinque) che si svolgono nelle varie regioni attraversate dalla Via Francigena e da altri cammini. Il format è semplice: si cammina per 8-12 km, accompagnati da una guida ambientale, si scopre la Via Francigena, si fanno amicizie. Si parla di sostenibilità e stili di vita, si incontra la popolazione locale, si partecipa a una degustazione di prodotti tipici del territorio.
Questo tipo di viaggio piace perché è immerso nella bellezza e chiunque si può mettere in cammino. Incrocia la sostenibilità ambientale e il turismo lento. Porta dentro di sé molti elementi di stimolo per riflettere su come una esperienza di cammino possa diventare anche un’esperienza di vita autentica. La Via Francigena è comunque molto più di un viaggio e merita un riconoscimento speciale: il prossimo obiettivo infatti è la candidatura a sito Unesco come Patrimonio mondiale dell’umanità: siamo al lavoro dal 2015 e la meta sembra finalmente vicina.
INFO:
- Via Francigena
- Mappa: https://www.viefrancigene.org/it/home#mappa
- https://www.francigenafidenzafestival.it
In copertina: Terracina, Fondi – Foto AEVF








