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Via Dinarica, trekking spettacolare nei Balcani

Un progetto per la sostenibilità del turismo montano in Kosovo

Maurizio Davolio – presidente AITR

In un’Europa attraversata da cammini e itinerari culturali, c’era ancora un tratto mancante lungo uno dei percorsi montani più affascinanti dei Balcani: la Via Dinarica in Kosovo. Colmare quel vuoto, renderlo accessibile e fruibile secondo i principi del turismo responsabile è stato l’obiettivo del progetto NaturKosovo.

La Via Dinarica, lunga complessivamente circa 1200 chilometri, attraversa Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Serbia e Albania, dove i tratti nazionali erano già stati individuati e attrezzati. A rimanere incompleto era invece il segmento kosovaro, ultimo tassello ancora da definire lungo l’itinerario balcanico. Oggi, grazie al progetto, il percorso principale è stato individuato, tracciato, ripulito, dotato di segnaletica orizzontale e verticale e corredato da cartografia dettagliata. Determinante il contributo del CAI che ha messo a disposizione competenze tecniche e storica esperienza, affiancato dal CNSAS. Sono stati inoltre realizzati collegamenti con le città di fondovalle – Peja, Deçan, Yunik – e con la valle di Rugova, oltre a percorsi ad anello che consentono ai turisti di compiere soggiorni più brevi. Il tracciato si connette anche al già noto Peaks of the Balkan, che attraversa il massiccio delle cosiddette “Montagne Maledette”, condiviso tra Kosovo, Montenegro e Albania.

Kosovo: un piccolo Paese dalle molte identità

Il Kosovo è un Paese di dimensioni contenute, grande quanto l’Abruzzo, ancora poco conosciuto, ma ricco di bellezze naturali e stratificazioni culturali. La popolazione è composta in maggioranza da cittadini di etnia albanese e di fede islamica, accanto a una significativa minoranza serba di religione greco-ortodossa. Le ferite della guerra del 1998-1999 sono ancora presenti, così come tensioni che ci si augura possano essere superate nel tempo. Sono inoltre presenti minoranze turche, gorane, rom, bosgnacche e un’antica comunità egiziana. Il Paese ha dichiarato l’indipendenza dopo il conflitto, ma non ha ancora ottenuto il riconoscimento unanime della comunità internazionale.

Sul piano culturale, il Kosovo ospita quattro siti riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità: i monasteri di Visoki Deçan, di Peć (Peja), di Graçanica e la cattedrale di Nostra Signora di Ljeviš. I primi due si trovano nelle immediate vicinanze della Via Dinarica e possono essere facilmente visitati durante il trekking, coniugando così natura, storia e spiritualità.

Il progetto

Attraverso l’Eductour e i numerosi eventi di presentazione emerge un Kosovo diverso e vengono valorizzati non solo i celebri monasteri, ma anche moschee, luoghi di culto sufi, bazar, hammam, antiche case-torri (le kulla), vecchi mulini ad acqua e suggestivi lungofiumi.

Grande attenzione viene riservata alla cucina locale, ricca di prodotti caseari e carni ovine di alta qualità, spesso arricchite da erbe selvatiche spontanee. Sono poi favoriti incontri con esponenti delle comunità per approfondire aspetti storici e culturali, come il Kanun, un antico codice di diritto che per secoli ha regolato la vita sociale di questi territori.

Il progetto ha previsto la collaborazione con il Parco Nazionale e l’individuazione di guesthouse nate dalla ristrutturazione sostenibile di baite e alpeggi in pietra e legno. Inoltre sono stati sostenuti microprogetti imprenditoriali per migliorare la qualità dei servizi e promuovere buone pratiche ambientali: risparmio idrico ed energetico, utilizzo di prodotti locali, riduzione degli sprechi alimentari, eliminazione della plastica e corretta gestione dei rifiuti.

L’obiettivo è chiaro: creare opportunità di reddito, soprattutto per i giovani, contrastando l’emigrazione e lo spopolamento delle aree montane.

Natura incontaminata e antica ospitalità

Le montagne attraversate dalla Via Dinarica sono di straordinaria bellezza: ambienti selvaggi, boschi fitti, laghi incontaminati raggiungibili lungo il cammino. Ricca la fauna, che comprende anche la rara lince, monitorata dalla ONG ERA (Environmental Responsible Action). In inverno, l’area offre opportunità per lo sci alpinismo e le ciaspolate. Il territorio è sicuro e la popolazione estremamente ospitale. È lo stesso Kanun che, per tradizione, imponeva l’ospitalità gratuita a viandanti e fuggiaschi: nei primi anni di sviluppo turistico non è stato semplice far comprendere che l’accoglienza potesse trasformarsi in un’attività economica sostenibile.

Oggi la Via Dinarica in Kosovo rappresenta non solo un nuovo tratto di cammino europeo, ma un progetto di cooperazione che intreccia tutela ambientale, valorizzazione culturale e sviluppo locale, offrendo ai trekker un’esperienza autentica nel cuore dei Balcani.

INFO:

NaturKosovo è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e realizzato da: Volontari nel Mondo, RTM, CELIM, CAI Club Alpino Italiano, Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile recentemente trasformata in Fondazione di Partecipazione) e Utalaya fondazione guidata da Uta Ibrahimi, scalatrice che ha conquistato le 14 vette di oltre 8000 metri dell’Himalaya. Ha collaborato la Federazione Alpinistica Kosovara.

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