L’antica fortificazione del Trentino dove l’arte celebra l’amor cortese

Tra i vigneti di Sabbionara d’Avio, a una quarantina di chilometri da Trento, un antico castello inerpicato sulle pendici del Monte Vignola domina la valle solcata dal fiume Adige. È il Castello di Avio, uno dei più celebri monumenti fortificati del Trentino, per oltre sette secoli residenza della nobile famiglia dei Castelbarco.
Il grigio chiarore delle mura si staglia nel verde dei boschi e sembra intonarsi cromaticamente al pallido riflesso della roccia che lo sovrasta, conferendo un tocco di austerità a tutta l’imponente struttura. Per arrivare al castello, adagiato fra i massicci montuosi della catena del Monte Baldo, si percorre una strada panoramica che si snoda tra vigneti, terrazzamenti coltivati e cipressi.
Tutta la vallata è ricca di vegetazione spontanea e pregiate colture: non a caso il Monte Baldo era definito già nel Cinquecento il Giardino d’Italia (“Hortus Italiae”). Così anche i terreni intorno al castello sono coltivati a vite e ulivo, mentre l’orto produce ortaggi locali per gli ospiti del castello, che dispone anche di una sua Locanda.
Il Castello di Avio
Il Mastio, la cinta muraria e le 5 torri testimoniano la vocazione di presidio militare medievale costruito, non a caso, in una suggestiva posizione strategica. Il complesso si divide in “castello superiore”, con il Mastio del XII secolo e il Palazzo baronale, e il “castello inferiore”, con la Casa delle guardie e la Torre “della Picadora”, dove si narra che venissero eseguite le impiccagioni dei condannati.
Gli affreschi delle sale interne raccontano la società cavalleresca dell’epoca: le gesta della famiglia Castelbarco, l’assedio del castello e le scene di guerra come “La parata dei combattenti, ma basta entrare all’interno del Mastio per scoprire l’altra anima del castello.
La Camera dell’Amore
Al quarto piano del Mastio, cuore dell’intera fortificazione, si accede alla “Camera dell’Amore” la sala più suggestiva e più frequentata, soprattutto a San Valentino. Qui è custodito un raffinato ciclo di affreschi di carattere profano databile tra il 1335 e il 1345, opera di un pittore anonimo, ma vicino alle innovazioni tecniche avviate da Giotto in Centro Italia.
Gli affreschi rappresentano perfettamente tutti i canoni dell’Amor cortese: il cavaliere trafitto dal dardo di Amore, la dama composta ed elegante con il suo cagnolino, simbolo di fedeltà. Devoto e rispettoso lui, idealizzata e irraggiungibile lei. L’epilogo è inevitabile e un bacio suggella il trionfo dell’Amor cortese cantato dai poeti e trovatori medievali.




La dama del castello
La destinataria di questo prezioso ciclo di affreschi era molto probabilmente Tommasina Gonzaga, appartenente a una delle famiglie più potenti d’Italia. La moglie di Guglielmo III Castelbarco era una donna colta e carismatica che visse nel castello e lo amministrò durante le assenze del marito e dopo la sua morte. Gli affreschi della Camera dell’Amore delineano il ritratto di una donna autorevole e competente, depositaria di un potere al femminile senza dubbio inconsueto per l’epoca.
Il Castello di Avio oggi

Nonostante la sua origine difensiva e militare, oggi il Castello di Avio appare come una residenza signorile. La nobile famiglia dei Castelbarco, infatti, nel corso del Medioevo trasforma la fortezza in una piccola corte feudale, meta di artisti e intellettuali.
Dopo un lungo declino, iniziato nel XIX secolo, nel 1977Emanuela Castelbarco Pindemonte Rezzonico (1934-2018), appassionata promotrice di arte e cultura, cambia il destino del castello. Decide infatti di donare la residenza di famiglia al FAI (Fondo Ambiente Italiano) che vi realizza un’imponente opera di restauro. Nel 1978 il FAI apre al pubblico le visite e realizza ulteriori interventi strutturali affiancati da una costante attività di manutenzione.
L’Evento
Percorso-gioco per bambini: Caccia al Tesoro” dentro le mura del Castello di Avio – Domenica 8 marzo 2026
L’attività è dedicata ai piccoli, dai 4 ai 14 anni, ed è compresa nel prezzo del biglietto. Con l’aiuto di una mappa personale, i bambini scopriranno il Castello con giochi ed enigmi: la sua storia, i protagonisti, le possenti fortificazioni. In occasione dell’inaugurazione del percorso-gioco saranno proposte 3 speciali visite animate ad orario fisso, ispirate al tema di quest’anno.
Programma
- Dalle 10 alle 18, ultimo ingresso e chiusura portone ore 17.
- Ore 11 e 16: visite guidate standard (durata 60 minuti).
- Ore 10.30, 14.30 e 16.30: visite animate (durata 90 minuti) a cura della Coop. Didattica Bellesini.
La “Locanda al Castello” sarà aperta per pranzo, prenotazioni al n.320.5585905 (WhatsApp)
INFO: www.castellodiavio.it
Biglietti: https://fondoambiente.it/luoghi/castello-di-avio/visita
Tel. 0464 684453 – Mail: faiavio@fondoambiente.it
Attività per le famiglie: percorsi-gioco per scoprire in modo coinvolgente la storia, i personaggi e l’architettura del Castello, spesso arricchiti da animazioni, spettacoli e laboratori.
Andare per castelli: In Val Lagarina, fra vigneti e frutteti non mancano altri castelli che meritano una visita: Castel Noarna, Castel Corno, Castel Pietra, Castello di Rovereto e Castello di Beseno.









