Nei prossimi giorni Itinerari Europei accompagnerà i lettori in un viaggio speciale alla scoperta di un’Albania ancora poco conosciuta. Un percorso che prende forma attraverso le parole e le immagini di Chiara Lignarolo e Massimo Forestello, che hanno attraversato il Paese da nord a sud, da Scutari a Pogradec, per scoprire luoghi remoti, incontrare persone e ascoltare storie… È un racconto che mette al centro un modello di turismo diverso: lento, sostenibile, legato alle comunità locali. È un’Albania che sorprende, quella che racconteremo. Un Paese che sta trovando una propria strada, fatta di equilibrio tra sviluppo e sostenibilità, tra apertura alle innovazioni e legame alle proprie radici. In questo primo reportage le storie di viaggio saranno raccontate senza fretta, ma vissute insieme e, pagina dopo pagina, saranno il nostro invito a partire.

Ci sono viaggi che si pianificano e altri che accadono mentre li percorri. L’Albania che ho incontrato tra Pogradec, Mokra e il lago Prespa è entrambe le cose. Una terra che si svela poco alla volta, ma anche un territorio che, attraverso progetti di cooperazione con l’Italia e le organizzazioni locali, sta sviluppando una rete di percorsi guidati alla scoperta di questa parte di Albania ricca di storia e luoghi di interesse poco conosciuti, per un turismo lento, sostenibile e sempre più consapevole e responsabile.
È in questo contesto che nasce il progetto “Laghi d’Albania”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), che promuove modelli di governance partecipativa ed economia sociale, per contrastare lo sviluppo turistico invasivo, attualmente in espansione nel Paese. Si punta così alla promozione di modelli di turismo sostenibile e responsabile per lo sviluppo inclusivo delle comunità.
Mokra tra natura e archeologia
La prima tappa è a un’ora da Pogradec, dove si apre la regione antica di Mokra, un altopiano ancora poco conosciuto dal turismo internazionale. Qui la natura domina il paesaggio e la sensazione è quella di trovarsi in un territorio sospeso tra Balcani e Mediterraneo. Questa zona, abitata fin dal tardo neolitico, ebbe in passato una rilevanza strategica fondamentale lungo l’antica Via Egnatia.
Da circa un anno il progetto “Laghi d’Albania”, finanziato dalla Cooperazione Italiana e realizzato dal COSV, ha supportato la creazione di servizi per lo sviluppo turistico. Tra questi la produzione di una rete di 18 pannelli informativi e mappe, per guidare i visitatori lungo il tragitto e trasformare questi frammenti di patrimonio in un racconto accessibile ai viaggiatori. Il primo punto di interesse che si incontra è un menhir solitario, una presenza antica nel mezzo di un paesaggio di dune verdeggianti e, a tratti, di deserti pietrosi. Qui foto di rito e tappa per godere di questo monumento a cielo aperto, mai visto così da vicino.

Proseguendo, tra curve e panorami che fanno perdere il senso del tempo e dello spazio, si arriva alle tombe reali di Selca e Poshtme. Cinque monumentali camere scavate nella roccia risalenti all’epoca illirica (IV-III secolo a.C.), che rappresentano uno dei complessi funerari più rari dei Balcani. Oggi le tombe sono vuote, silenziose. L’accesso è libero, gratuito, facilmente raggiungibile con un breve percorso che costeggia la collina.
Intorno alle tombe reali, per i più avventurosi, sono disponibili anche escursioni e passeggiate in bici, a cavallo, o con i quad, basta organizzarsi con le guide locali, per vivere un’esperienza di viaggio ancora più immersiva e naturalistica.
I piatti della tradizione
Per chi volesse invece un angolo di pace e tranquillità, poco distante si trova una piccola sorpresa: Butija Pelion, una sorta di baita di legno e pietra completamente ristrutturata e aperta da pochi mesi, con l’intervento del progetto di cooperazione italiana, che offre piatti locali e da dormire. Due stanze soltanto, molto ben arredate e confortevoli, una terrazza con vista sulle colline e un’atmosfera che sa di casa.
Qui si possono assaggiare i piatti della tradizione, come la ricotta con i peperoni, la salsa di cetrioli in stile tzatziki e lo yogurt fatto a mano con il pestello, come si faceva una volta. Nel laboratorio, dietro la cucina, si producono anche formaggi freschi. Prima di ripartire potrebbe capitare di assaggiare al volo una piccola meraviglia appena fatta e ancora calda, a metà tra ricotta, primo sale e mozzarella, tipica del posto.
Ohrid, patrimonio UNESCO
Scendendo verso il lago di Ohrid si trova Lin, uno dei villaggi più affascinanti della zona. Le case tradizionali sono costruite in pietra e legno e hanno una caratteristica particolare: due ingressi, uno verso la strada e uno verso l’acqua.
Tra una casa e l’altra resta sempre uno scorcio sul lago. Lin oggi ospita guest house e piccoli Airbnb che permettono di vivere la vita del villaggio: mattine lente, barche ferme sull’acqua e tramonti suggestivi. Il lago di Ohrid, uno dei più antichi e profondi dei Balcani, è patrimonio UNESCO dal 1979 e offre un paesaggio di straordinaria bellezza. Con una superficie di 362 km² e una profondità che raggiunge i 300 metri, è considerato il più antico d’Europa.
Per i fasci di luce che si infrangono tra l’acqua e le montagne circostanti, viene definito “lago di luce”. Ospita specie rare, tra cui il pregiatissimo pesce Koran (una specie endemica di trota), prediletto dai pescatori autorizzati di Pogradec, circa 220. Per proteggere questa specie la pesca è severamente vietata durante il periodo di riproduzione (dicembre), garantendo così la sostenibilità di una risorsa che è anche fonte di sussistenza per la comunità.
Il Koran è servito nella maggior parte dei ristoranti della zona, cotto al forno in una casseruola di terracotta che ne preserva il gusto unico e saporito. Chiamato anche “trota della Regina”, si narra che la Regina Elisabetta II ne fosse una grande appassionata, tanto da farlo arrivare direttamente da qui, per servirlo sulla tavola reale.
Ma il lago è anche sport e attività all’aperto. Ilirjan Tasellari, proprietario del ristorante Dante, a Pogradec, è un esempio di imprenditoria che parte dall’esperienza e mette le proprie passioni al servizio dei turisti. L’idea è quella di costruire un po’ alla volta un piccolo centro di sport lacustri, intorno alla sua attività di ristorazione: canoa, pedalò, barche a remi, sci d’acqua e kitesurf.
Per ora fa con ciò che ha e non può soddisfare grandi numeri di turisti, ma la richiesta c’è e potrebbe davvero diventare un progetto più concreto e strutturato. Oltre allo sport d’acqua il lago offre molte altreesperienze: dal birdwatching, alla mountain bike lungo le rive, oltre alle camminate nella natura. L’acqua del lago, incredibilmente limpida con una visibilità subacquea fino a 20 metri, lo rende anche una meta eccezionale per le immersioni.
Pogradec
Pogradec, che oggi conta circa 42.000 abitanti, è il principale centro di interesse dove si incontrano turismo e nuove idee. Tra i progetti più interessanti, qui è nato anche quello della birra artigianale Gjyshit fondata da Etien Zeka, detta “birra del nonno”.
L’attività recupera infatti le tecniche artigianali utilizzate originariamente dal nonno, trasformando la vecchia casa di famiglia in una delle mete preferite dai turisti curiosi di scoprire i segreti della produzione locale.
Il piccolo birrificio si trova in un cortile interno, nel centro di Pogradec, dove dal 2017 si produce questa birra in bottiglia con una doppia fermentazione, metodo champenoise. Etien 38 anni, una laurea in Sociologia a La Sapienza di Roma, ha alle spalle diversi lavori, tra Cremona e Roma. È tornato in Albania per mettere a frutto l’esperienza italiana.
Il risultato: un marchio presente nei locali più conosciuti sia di Pogradec che del resto dell’Albania. Il progetto della birra artigianale con il sostegno della Cooperazione Italiana, attraverso il COSV, ha permesso di acquistare una spillatrice per riempire direttamente le bottiglie dei clienti.
Una sorta di mescita diretta, per la gioia dei tantissimi turisti “responsabili” che in vacanza fanno scorta di birra per le calde serate estive, ma sono attenti a ridurre gli sprechi e lo smaltimento di vetro e plastica.
Un modello sostenibile e familiare che lo stesso Etien vuole preservare mantenendo il brand in Albania e selezionando personalmente e accuratamente il commercio all’esterno, che per ora rimane off limits. Quindi, chi vuole provarla deve fare un giro in Albania.

Gurishta Village
Parlando di imprenditoria sostenibile e legata al territorio, una tappa obbligatoria è al villaggio di Gurishta, dove si trova Cantina Çeço. Altin Ceci oggi guida l’azienda fondata dal padre Zaim nel 2007 e il progetto, inserito nei programmi di cooperazione italiana, nasce come un investimento familiare. Prima ancora del vino, oltre trent’anni fa, la famiglia produceva Raki, un’acquavite tipica ottenuta dalla distillazione di frutta fermentata.
Oggi Altin ha deciso di trasformare quella produzione tradizionale in una azienda vinicola, specializzandosi progressivamente nella produzione di diversi vini. In questa regione, dove l’enoturismo ha registrato una crescita tangibile, la viticoltura ha radici profonde.
Qui si assaggiano varietà internazionali comeMerlot e Cabernet, ma si trovano anche uve autoctone, tra cuiPamid e il prestigioso Lyhnid (un vino rosso di alta qualità), segno della volontà di valorizzare il legame con il territorio privilegiando materie prime locali.
La sostenibilità, infatti, è uno degli elementi centrali del progetto: coltivazioni locali, filiera corta e produzione a dimensione familiare. Molti turisti arrivano qui proprio per visitare la cantina. Basta telefonare e organizzare la visita: degustazioni e tour vengono preparati anche per piccoli gruppi di viaggiatori indipendenti.
Pustec, il vino e il lago Prespa
Tra le tappe, sempre a tema laghi, da non perdere quella verso Pustec, sulle rive del lago Prespa, da cui partono alcune delle esperienze più suggestive della zona, tra vigneti affacciati sull’acqua e piccoli villaggi agricoli che conservano ritmi lenti. Siamo all’interno del Parco Nazionale di Prespa, un’area protetta di oltre 27.600 ettari nota per la sua straordinaria biodiversità: ospita infatti 132 specie di uccelli, tra cui pellicani e cigni, ed è riconosciuta come zona umida di importanza internazionale dalla Convenzione di Ramsar.
L’isola di Maligrad
Dal lago Prespa si raggiunge Maligrad, tra le isole più note nelle acque albanesi e uno dei luoghi più suggestivi del Parco Nazionale di Prespa. L’isola è conosciuta con due soprannomi curiosi: l’isola dei pellicani, per gli uccelli che popolano l’area, e l’isola dei serpenti, perché tra queste rocce trovano il loro habitat naturale.
Per raggiungerla si può partire dalle rive del lago inbarca, canoa o SUP (Stand Up Paddle). Dopo pochi minuti di navigazione si approda ai piedi della roccia. Da qui parte una breve passeggiata di circa dieci minuti che attraversa una vegetazione mediterranea e porta alla piccola chiesa di Santa Maria, costruita nel 1345.
L’edificio è incastonato nella roccia e custodisce antichi affreschi bizantini. Entrare qui è un’esperienza quasi meditativa. La luce filtra appena, il lago fa da specchio, la roccia è parte dell’opera: gli affreschi sono dipinti seguendo le forme irregolari della pietra ed è come se la pittura si fosse adattata alla natura, valorizzandola.
La chiesa di solito rimane chiusa, per visitarla è consigliabile arrivare con una guida locale, che possiede le chiavi per accedere.
Per una sosta sulle rive del lago, c’è il ristorante Panorama, che dispone di una terrazza affacciata sull’acqua e di piccoli gazebo dove mangiare vista lago. Cucina tradizionale, con pesce fritto di lago, verdure crude e formaggi locali. Semplice ma gustosa e a Km 0.

La notte di Pogradec
Per una serata sul lungolago Pogradec è il posto giusto: il consiglio è di cominciare con una cena tradizionale al ristorante Sofra E.Don, che rappresenta un progetto familiare iniziato circa quattro anni fa. Il nome nasce dai due fratelli fondatori Edi e Oni. Oni è lo chef. Insieme a loro anche i genitori, che si occupano di coltivare i prodotti agricoli che arrivano direttamente in cucina.
L’idea è semplice e potente: la piccola azienda agricola rifornisce il ristorante. Qui si coltivano pomodori, peperoni, insalata e si allevano polli che vengono nutriti anche con gli scarti del ristorante, in una logica di economia circolare.
Il pesce arriva naturalmente dal lago. Il ristorante è specializzato in piatti preparati secondo le antiche ricette locali, offrendo un’esperienza gastronomica autentica.
Anche questo fa parte del progetto di cooperazione: negli ultimi anni il locale ha potuto rinnovare completamente la cucina: le nuove attrezzature hanno ottimizzato gli standard di sicurezza nelle preparazioni dei cibi e ridotto i consumi energetici, permettendo una preparazione dei piatti efficiente e di qualità.
Il menù non è fisso: gli ospiti vengono orientati tra pesce o carne in base alle preferenze e ai prodotti disponibili in stagione. Lo chef crea il piatto sul momento, adattandolo agli ingredienti freschi della giornata. In estate il ristorante si anima con musica dal vivo ogni sera e spazio per ballare, così la cena si trasforma in una piccola festa sul lago.
Shpella Art
La serata può continuare verso la notte creativa di Pogradec, a Shpella Art, spazio creato con passione dai proprietari Henri Shkurti, pittore e Eni Guçi, musicista, che lo hanno immaginato come galleria, luogo di incontro e laboratorio culturale. Qui Pogradec mostra il suo lato più stimolante.
Arte contemporanea, musica dal vivo e poesia convivono nello stesso spazio. Giovani artisti, fotografi, musicisti e scrittori arrivano da tutta l’Albania per incontrarsi, creare, discutere. È il segno di un fermento culturale nuovo che sta attraversando la città.
L’Albania è questo. Un dialogo costante tra una natura immensa e smisurata e l’anima delle sue comunità. C’è lo stupore di fronte a orizzonti in cui lo sguardo si perde, dove la trasparenza infinita dei laghi incontra la maestosità delle montagne e delle colline silenziose. Ma la vera scoperta sono le persone: la loro ospitalità premurosa e il coraggio di chi ha scelto di restare, o tornare, per dare luce alla propria terra con idee nuove.
È un Paese che sta imparando a raccontarsi attraverso un turismo lento, consapevole e sostenibile perché capace di proteggere la propria identità mentre apre le porte al resto del mondo. Viaggiare qui significa capire che, per scoprire davvero un luogo, bisogna imparare a camminare al suo stesso ritmo.
Info e Contatti:
Ristorante Dante (Drilon, Pogradec) – Telefono: (+355) 69 470 9881 – Email: evaselimi111@gmail.com
Birraria e Gjyshit (Pogradec) – Telefono: (+355) 69 338 0286 – Email: birrariagjyshit@gmail.com
Kantina Caco (Grabovicë, Pogradec) www.kantinacaco.com – Telefono: (+355) 69 205 2801 Email: kantinacaco@gmail.com
Ristorante Sofra E.don (Pogradec) – Telefono: (+355) 69 250 2558 – Email: fatjonlikollari@gmail.com
Shpella Art (Pogradec) – Telefono: (+355) 69 248 6736 – Email: shkurtihenri@gmail.com
Explore Pogradec – Aleksander Filipi +35 5 693 155 698
visitpogradec@gmail.com
www.visitpogradec.com









